Riforma della Legge sulla Cittadinanza (L. 91/1992)
Sommario
Il presente documento analizza l'impatto di una potenziale riforma della legge sulla cittadinanza in Italia, introducendo i criteri dello Ius Scholae o dello Ius Soli temperato. L'analisi è condotta da una prospettiva macro-economica e demografica, valutando gli effetti sul tessuto sociale in termini di integrazione e coesione. Vengono esaminati il contesto normativo vigente, i dati demografici della popolazione interessata, la struttura della riforma, le risorse necessarie per la sua implementazione e i rischi sistemici associati. L'obiettivo è fornire una valutazione quantitativa e qualitativa delle conseguenze derivanti da tale modifica legislativa, mantenendo un approccio analitico e neutrale.
Contesto Storico e Dati Recenti
La normativa italiana in materia di cittadinanza è primariamente regolata dalla Legge 5 febbraio 1992, n. 91, che privilegia il principio dello Ius Sanguinis (diritto di sangue). Un individuo acquisisce la cittadinanza italiana se almeno uno dei genitori è cittadino italiano. Lo Ius Soli (diritto del suolo) è contemplato in via residuale, applicandosi a chi nasce sul territorio italiano da genitori ignoti, apolidi, o impossibilitati a trasmettere la propria cittadinanza secondo la legge del loro Stato di origine. Lo straniero nato in Italia può richiedere la cittadinanza al compimento dei 18 anni, a condizione di aver risieduto legalmente e ininterrottamente nel Paese fino a quel momento.
La popolazione di minori con cittadinanza non italiana rappresenta un dato demografico strutturale e in crescita.
- Minori Stranieri Residenti: Al 2023, i minori stranieri (0-17 anni) in Italia sono circa 1 milione, rappresentando l'11,2% della popolazione residente in quella fascia d'età. Complessivamente, i minori con un background migratorio, includendo gli italiani per acquisizione, superano 1,3 milioni.
- Seconde Generazioni: Un dato qualificante è che la maggior parte di questi minori è nata in Italia. Le cosiddette "seconde generazioni" (nati in Italia da genitori stranieri) costituiscono circa il 65,4% del totale degli alunni stranieri.
- Popolazione Scolastica: Nell'anno scolastico 2022/2023, gli alunni con cittadinanza non italiana nelle scuole italiane erano 914.860, pari all'11,2% del totale della popolazione studentesca, con un incremento del 4,9% rispetto all'anno precedente. La concentrazione è maggiore nelle regioni del Nord (65,2%), seguite dal Centro (23,3%) e dal Mezzogiorno (11,5%).
Le proposte di riforma, come lo Ius Scholae, legherebbero l'acquisizione della cittadinanza al completamento di un ciclo di studi. Una delle ipotesi discusse prevede la possibilità di richiedere la cittadinanza per il minore straniero nato in Italia o arrivato entro i 12 anni, che abbia frequentato regolarmente per almeno cinque anni un ciclo scolastico nel Paese.
Analisi del Problema
L'attuale assetto normativo, basato sullo Ius Sanguinis, genera una discrasia tra la condizione giuridica di "straniero" e l'identità socio-culturale di una quota significativa di minori nati e/o cresciuti in Italia. Questi soggetti, pur essendo pienamente inseriti nel sistema scolastico e sociale nazionale, sono formalmente esclusi dalla cittadinanza fino al compimento della maggiore età, e solo a determinate condizioni.
Impatti Demografici:
- Invecchiamento della Popolazione: L'Italia presenta uno dei tassi di natalità più bassi e una delle popolazioni più anziane a livello globale. L'inclusione di nuove generazioni nel corpo civico attraverso meccanismi come lo Ius Scholae potrebbe avere un effetto di ringiovanimento della popolazione cittadina.
- Capitale Umano: La coorte di minori interessata dalla riforma rappresenta una componente strutturale del capitale umano in formazione del Paese. L'esclusione dalla cittadinanza può generare un differenziale nelle aspettative e nei percorsi di vita, con potenziali perdite di talenti e competenze. Studi evidenziano come gli studenti con background migratorio mostrino aspettative significativamente più basse riguardo al completamento degli studi universitari.
Impatti Sociali:
- Coesione Sociale: La mancata corrispondenza tra identità vissuta e status giuridico può generare tensioni e fratture nella coesione sociale. La percezione di essere trattati come "stranieri in patria" può ostacolare il pieno sviluppo di un senso di appartenenza alla comunità nazionale.
- Integrazione: L'acquisizione della cittadinanza è un fattore che può accelerare i processi di integrazione economica e sociale. L'attuale sistema, che posticipa tale possibilità, può rallentare questo processo, mantenendo una porzione della popolazione giovanile in uno stato di incertezza giuridica e di minori opportunità (es. accesso a determinate professioni, piena partecipazione politica).
- Dispersione e Ritardo Scolastico: I dati mostrano un divario significativo nei percorsi scolastici. Gli studenti con cittadinanza non italiana registrano un tasso di ritardo scolastico del 26,4% contro il 7,9% degli italiani. Sebbene le cause siano multifattoriali, la condizione di incertezza legata alla cittadinanza può contribuire a ridurre la motivazione e l'investimento nel percorso educativo.
Il problema, in termini logico-deduttivi, consiste nel disallineamento tra la realtà demografica e sociale e l'impianto normativo. Tale disallineamento produce esternalità negative in termini di coesione, efficiente allocazione del capitale umano e stabilità demografica a lungo termine.
Soluzione Strategica Proposta
La soluzione strategica consiste nella modifica della Legge n. 91/1992, introducendo un criterio di acquisizione della cittadinanza basato sul percorso formativo (Ius Scholae) o, in alternativa, su una combinazione di nascita sul territorio e residenza legale dei genitori (Ius Soli temperato).
Modello Ius Scholae Questo modello subordina l'acquisizione della cittadinanza al completamento di un ciclo di istruzione nel sistema scolastico italiano. I parametri chiave includono:
- Soggetti Beneficiari: Minori stranieri nati in Italia o che vi abbiano fatto ingresso prima del compimento del dodicesimo anno di età.
- Requisito Formativo: Frequenza regolare e completamento con esito positivo di un ciclo scolastico di almeno cinque anni. Le proposte legislative hanno oscillato tra il completamento della scuola primaria e il completamento del primo ciclo di istruzione (scuola secondaria di primo grado).
- Modalità di Richiesta: La richiesta verrebbe presentata da un genitore legalmente residente in Italia (o da chi esercita la responsabilità genitoriale) prima del compimento della maggiore età del minore. In assenza di tale richiesta, l'interessato potrebbe presentare domanda autonomamente entro un termine definito dal raggiungimento dei 18 anni (e.g., due anni).
Modello Ius Soli Temperato Questo modello lega l'acquisizione della cittadinanza alla nascita sul territorio, condizionandola alla situazione di residenza dei genitori. I parametri chiave sono:
- Soggetto Beneficiario: Minore nato nel territorio italiano da genitori stranieri.
- Requisito di Residenza dei Genitori: Almeno uno dei genitori deve essere titolare di un permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo o deve risiedere legalmente in Italia da un numero predefinito di anni (e.g., cinque anni).
Logica di Implementazione: La riforma configurerebbe un canale di accesso alla cittadinanza aggiuntivo e non sostitutivo rispetto a quelli esistenti. La sua funzione sarebbe quella di riconoscere lo status di cittadino a individui che, per nascita e/o formazione, sono già integrati nel tessuto sociale nazionale. L'effetto immediato sarebbe l'allineamento dello status giuridico con l'identità socio-culturale per una platea stimata in diverse centinaia di migliaia di individui nel primo quinquennio di applicazione.
Fabbisogno Risorse e Prerequisiti
L'implementazione della riforma richiede una stima delle risorse amministrative necessarie e l'identificazione di prerequisiti normativi e procedurali.
Fabbisogno di Risorse (Stima di Magnitudo):
- Risorse Umane: L'aumento atteso delle domande di cittadinanza comporterà un incremento del carico di lavoro per gli Uffici di Stato Civile dei Comuni e per le Prefetture. Si stima che la platea potenziale di beneficiari dello Ius Scholae nel primo anno di applicazione potrebbe essere di circa 310.000 unità (includendo gli studenti che hanno già maturato il requisito), con circa 250.000 ulteriori domande nei successivi quattro anni. Questo implica la necessità di un potenziamento degli organici dedicati all'istruttoria delle pratiche. La quantificazione esatta dipende dalla complessità della procedura, ma si può ipotizzare la necessità di un incremento del personale nell'ordine di diverse centinaia di unità a livello nazionale per gestire il picco iniziale e il regime ordinario successivo.
- Risorse Tecnologiche: È necessario un adeguamento dei sistemi informatici del Ministero dell'Interno e degli enti locali per gestire le nuove tipologie di istanze. Questo include la creazione di moduli di domanda specifici, l'integrazione con le banche dati del Ministero dell'Istruzione per la verifica dei percorsi scolastici e l'aggiornamento dei sistemi anagrafici. L'investimento in digitalizzazione è un prerequisito per garantire l'efficienza del processo.
- Costi Amministrativi Diretti: L'istruttoria di una pratica di cittadinanza ha un costo. Attualmente, per le istanze di naturalizzazione è previsto un contributo di 250 euro. Recentemente, per le domande di riconoscimento Iure Sanguinis presso i comuni, è stata introdotta la possibilità di un contributo fino a 600 euro. Ipotizzando un costo amministrativo per pratica nell'ordine dei 250-600 euro, il volume economico generato dal flusso di domande sarebbe significativo, ma questo rappresenta un trasferimento di risorse dai richiedenti all'amministrazione, non un costo netto per il sistema-paese. Il fabbisogno reale è il costo operativo per l'amministrazione, che deve essere coperto per garantire la funzionalità del servizio.
Prerequisiti Obbligatori:
- Riforma Normativa: Approvazione di una legge che modifichi la L. 91/1992, definendo in modo inequivocabile i criteri, i requisiti e le procedure per l'applicazione dello Ius Scholae o dello Ius Soli temperato.
- Decreti Attuativi: Emanazione di regolamenti di esecuzione che disciplinino nel dettaglio gli aspetti procedurali: documentazione da presentare, tempistiche, modalità di verifica dei requisiti (in particolare la cooperazione tra Comuni, Prefetture e Istituzioni Scolastiche).
- Infrastruttura Dati: Creazione di un sistema di interoperabilità tra l'Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente (ANPR) e l'Anagrafe Nazionale degli Studenti. Questo è cruciale per una verifica rapida e automatizzata del requisito della frequenza scolastica, riducendo gli oneri burocratici per i cittadini e per la pubblica amministrazione.
- Formazione del Personale: Implementazione di programmi di formazione per il personale degli Uffici di Stato Civile e delle Prefetture per garantire un'applicazione uniforme e corretta della nuova normativa su tutto il territorio nazionale.
Rischi Sistemici
L'introduzione di una riforma della cittadinanza comporta una serie di rischi sistemici che devono essere analizzati in un'ottica di trade-off.
Rischio di Sovraccarico Burocratico:
- Causa: Un afflusso massivo e concentrato di domande di cittadinanza immediatamente dopo l'entrata in vigore della legge.
- Effetto: Potenziale paralisi degli uffici preposti, allungamento indefinito dei tempi di attesa per tutte le tipologie di pratiche di cittadinanza, e conseguente inefficacia della riforma stessa. Un ritardo eccessivo nell'ottenimento dello status vanificherebbe parte dei benefici legati all'integrazione.
- Trade-off: La necessità di investire preventivamente in risorse umane e tecnologiche per dimensionare l'apparato burocratico in funzione del carico di lavoro atteso. Il sacrificio è un costo iniziale certo a fronte di un beneficio (efficienza del sistema) futuro.
Rischio di Polarizzazione Sociale e Politica:
- Causa: La questione della cittadinanza è un tema identitario che interseca profonde divisioni politiche e sociali. La riforma potrebbe essere percepita da una parte della popolazione come una svalutazione della cittadinanza o come un fattore di attrazione per nuovi flussi migratori.
- Effetto: Aumento della conflittualità sociale, polarizzazione del dibattito pubblico e potenziale instabilità politica. La creazione di una divisione tra "vecchi" e "nuovi" cittadini potrebbe, in una prima fase, generare tensioni anziché coesione.
- Trade-off: La riforma persegue l'obiettivo di una maggiore integrazione e coesione a lungo termine. Il rischio calcolato è un aumento della frizione sociale nel breve-medio termine. Il danno potenziale è una radicalizzazione del conflitto politico che potrebbe ostacolare altri processi decisionali.
Rischio di Dissonanza tra Aspettative e Risultati Occupazionali:
- Causa: Le seconde generazioni, una volta ottenuta la cittadinanza, tenderanno ad avere aspettative lavorative e di consumo allineate a quelle dei coetanei autoctoni. Tuttavia, potrebbero continuare a subire forme di discriminazione nel mercato del lavoro o scontare il gap di capitale sociale delle famiglie di origine.
- Effetto: Emergere di una frustrazione sociale in una coorte di nuovi cittadini che, pur avendo uguali diritti formali, non percepiscono uguali opportunità sostanziali. Questo potrebbe alimentare nuove forme di marginalità e conflitto, in particolare nelle aree urbane ad alta densità migratoria.
- Trade-off: La concessione della cittadinanza rimuove una barriera giuridica all'integrazione, ma non risolve automaticamente le disparità socio-economiche. Il sacrificio necessario è l'implementazione di politiche attive del lavoro e dell'istruzione mirate a ridurre i divari di opportunità, con i relativi costi economici. Senza tali politiche, il rischio è che la riforma crei una "cittadinanza incompiuta".
Rischio Geopolitico e Relazioni Internazionali:
- Causa: Una modifica unilaterale e significativa delle regole di cittadinanza può essere interpretata da altri Stati (in particolare quelli di origine dei flussi migratori) in modi diversi. Alcuni Stati non ammettono la doppia cittadinanza.
- Effetto: Complicazioni burocratiche per i neo-cittadini che potrebbero dover rinunciare alla cittadinanza di origine. Potenziali frizioni diplomatiche o necessità di rinegoziare accordi bilaterali in materia di stato civile, sicurezza sociale e servizio militare.
- Trade-off: La sovranità nazionale nella definizione delle regole di cittadinanza viene esercitata a fronte di possibili complicazioni nelle relazioni con altri Stati e nella gestione della condizione di doppia cittadinanza per una nuova, ampia fascia di popolazione.
Impatto Economico
Costo Stimato
Costi operativi per il potenziamento di personale amministrativo e per l'adeguamento dei sistemi informatici, parzialmente compensati dai contributi per le pratiche.
Finanziamento
Riforma normativa, decreti attuativi, infrastruttura dati interoperabile, programmi di formazione per il personale PA.
Ritorno (ROI)
Lungo termine. Benefici di natura socio-demografica (coesione, capitale umano) non quantificabili con ROI finanziario.
Analisi degli Indicatori di Benessere
PILASTRO 1: Motore Economico & Competitività
CLU (Costo del Lavoro per Unità di Prodotto)+5/10
Ratio between labor cost and productivity. Indicates real corporate competitiveness abroad.
L'impatto è differito nel tempo e agisce sul capitale umano. La riforma mira ad aumentare il livello medio di istruzione della futura forza lavoro, riducendo l'abbandono scolastico tra le seconde generazioni. Questo incremento di capitale umano si traduce in un aumento della produttività (denominatore dell'ULC). L'effetto sul costo del lavoro (numeratore) è secondario e incerto. Causa-effetto: migliore integrazione giuridica -> maggiore investimento in istruzione -> maggiore produttività futura. Il risultato è una potenziale riduzione dell'ULC nel lungo periodo, a condizione che l'aumento delle competenze non venga vanificato da discriminazioni nel mercato del lavoro.
Bilancia Commerciale & Investimenti Diretti Esteri+5/10
Volume of Export vs Import and flow of Foreign Direct Investments (measures the country's attractiveness).
La riforma converte un asset demografico (giovani residenti) in un asset economico pienamente utilizzabile (cittadini con pieni diritti/doveri). Nel lungo termine, un mercato del lavoro più ampio, giovane e integrato aumenta l'attrattività per gli investimenti diretti esteri (FDI), che cercano capitale umano e stabilità demografica. Un'economia più competitiva grazie al migliore impiego di questo capitale può incrementare l'export. L'impatto sulla bilancia commerciale è indiretto e diluito; quello sull'FDI è strutturale. Il rischio di instabilità politica a breve termine è il costo calcolato per un miglioramento strategico della competitività e attrattività del sistema-paese nel lungo periodo.
R&S ed Ecosistema dell'Innovazione+5/10
Percentage of GDP invested in Research and Development (public and private) and number of registered patents.
Causa: la riforma sblocca il potenziale educativo di una vasta coorte demografica giovanile, incentivando l'accesso a percorsi formativi superiori (e.g. STEM). Effetto: nel lungo periodo, si amplia il bacino di capitale umano qualificato disponibile per il settore della ricerca e sviluppo. Conseguenza: una maggiore offerta di talenti può attrarre investimenti privati in R&S e aumentare la capacità innovativa del sistema, misurabile in brevetti. L'impatto è puramente potenziale, indiretto e differito nel tempo; la sua materializzazione dipende da politiche attive che superino i divari occupazionali, altrimenti il beneficio è nullo.
Occupazione Reale & Qualità del Lavoro+5/10
Employment rate, youth unemployment, and incidence of precarious or low-intensity work contracts.
La concessione della cittadinanza rimuove le barriere legali per l'accesso al pubblico impiego e alle professioni regolamentate, ampliando l'offerta di lavoro di qualità per la coorte interessata. L'acquisizione dello status giuridico incentiva l'investimento in capitale umano (istruzione superiore) e innalza le aspettative professionali, fattori che nel medio-lungo periodo si correlano a tassi di occupazione più alti e a una minore incidenza di lavoro precario. Sebbene le aspettative più elevate possano scontrarsi con discriminazioni persistenti nel mercato, la rimozione di un ostacolo normativo strutturale migliora oggettivamente il potenziale di impiego e la qualità del lavoro per centinaia di migliaia di giovani, con un impatto positivo netto sull'indicatore.
Potere d'Acquisto Reale+4/10
Net disposable income of households, adjusted for inflation.
L'impatto sul potere d'acquisto reale è indiretto e differito. Causa-effetto primaria: la rimozione delle barriere legali all'accesso a settori del mercato del lavoro a più alto reddito (es. pubblico impiego) e la maggiore stabilità giuridica incentivano l'investimento in capitale umano (istruzione). L'effetto a lungo termine è un aumento del potenziale di guadagno per una coorte demografica strutturale, che si traduce in un incremento del reddito disponibile aggregato. Questo beneficio prospettico supera gli effetti negativi di breve termine, quali i costi amministrativi diretti per le famiglie richiedenti (riduzione una tantum del reddito) e il potenziale aumento della competizione nei segmenti a bassa qualifica del mercato del lavoro. L'effetto complessivo non è un trasferimento diretto di ricchezza, ma un miglioramento strutturale delle opportunità economiche per i nuovi cittadini, con un conseguente, seppur marginale, impatto positivo sull'indicatore nazionale nel lungo periodo.
PILASTRO 2: Macchina Statale & Attrito Burocratico
Pressione Fiscale & Cuneo Fiscale+5/10
Percentage of wealth retained by the State and difference between the corporate cost of an employee and their net salary.
La riforma non impatta direttamente su aliquote o cuneo fiscale. Il suo effetto è indiretto e di lungo periodo sulla base imponibile. Causa: concessione della cittadinanza a una vasta coorte di giovani integrati nel sistema formativo. Effetto: aumento delle loro aspettative professionali e rimozione di barriere legali all'impiego qualificato. Conseguenza: maggiore probabilità di transizione da lavori precari o a basso reddito verso impieghi formali con retribuzioni più elevate. Questo amplia la platea di contribuenti ad alto gettito (IRPEF, contributi sociali), aumentando le entrate statali. A parità di spesa, una base fiscale più ampia permette una potenziale riduzione della pressione fiscale aggregata. La riforma trasforma un capitale umano latente in un asset fiscale produttivo.
Efficienza della Spesa Pubblica+5/10
Ratio between current spending (maintenance) and capital spending (generation of future value).
L'implementazione della riforma causa un aumento immediato e certo della spesa corrente per potenziare l'apparato burocratico (personale, sistemi IT). Questo costo è un investimento strumentale. Effetto: l'allineamento dello status giuridico per una vasta coorte di giovani già presenti e scolarizzati sblocca capitale umano altrimenti a rischio di sottoutilizzo o marginalizzazione. Ciò si traduce, nel lungo periodo, in una maggiore produttività, una base imponibile più ampia e minori costi sociali futuri. La spesa corrente iniziale viene quindi convertita in un investimento ad alto rendimento in capitale umano, migliorando l'efficienza complessiva della spesa pubblica attraverso la generazione di valore economico e fiscale futuro.
Tempo per la Conformità Fiscale-8/10
Average time (in hours/days) spent by citizens and businesses on tax compliance, starting a business, or bureaucratic procedures.
Causa: la riforma genera un'ondata di centinaia di migliaia di nuove istanze burocratiche che si riversa su un'amministrazione pubblica strutturalmente sotto-dimensionata. Effetto: sovraccarico sistemico degli uffici preposti, con conseguente dilatazione indefinita dei tempi di lavorazione non solo per le nuove pratiche, ma per tutte le procedure di cittadinanza e di stato civile a causa della cannibalizzazione delle risorse. L'impatto netto è un drastico peggioramento del tempo medio di adempimento per un numero elevato di cittadini.
Durata dei Processi Giudiziari0/10
Average duration of civil and criminal proceedings (critical factor for foreign investments and citizen trust).
La riforma genera un carico di lavoro esclusivamente amministrativo su Prefetture e Uffici di Stato Civile. L'indicatore misura la durata dei procedimenti giudiziari civili e penali. Non esiste un nesso di causalità diretto tra l'istruttoria di una pratica di cittadinanza e i tempi della giustizia ordinaria. Eventuali contenziosi legati a dinieghi ricadrebbero sulla giustizia amministrativa (TAR), un sistema separato da quello civile e penale. L'impatto sull'indicatore è pertanto nullo.
Digitalizzazione della PA (Indice DESI)+5/10
Level of public service delivery remotely, without the need for physical presence.
La riforma genera un carico di lavoro amministrativo massivo e prevedibile, non gestibile con procedure analogiche pena la paralisi del sistema. La sua implementazione richiede, come precondizione non opzionale, un'accelerazione della digitalizzazione: interoperabilità tra anagrafi (ANPR, Anagrafe Studenti) e sistemi del Ministero dell'Interno per la gestione automatizzata delle istanze. Tale necessità funge da catalizzatore per un upgrade tecnologico forzato, migliorando oggettivamente la capacità di erogare un servizio pubblico complesso in modalità remota e aumentando l'efficienza del processo.
PILASTRO 3: Tessuto Sociale & Benessere
Salute & Aspettativa di Vita+5/10
Life expectancy at birth and, more importantly, healthy life expectancy.
L'impatto è indiretto ma positivo, agendo sui determinanti socio-economici della salute. Causa-effetto: la regolarizzazione dello status giuridico riduce lo stress psicosociale cronico e l'incertezza esistenziale, fattori di rischio per la salute mentale. L'accesso facilitato al mercato del lavoro qualificato e all'istruzione superiore, conseguente alla cittadinanza, si traduce in un miglioramento dello status economico nel lungo periodo. Poiché reddito e istruzione sono correlati positivamente con la speranza di vita e la salute, la riforma crea le precondizioni per un innalzamento di tale indicatore per una vasta coorte demografica, riducendo le disparità sanitarie.
Istruzione & Competenze+5/10
Percentage of graduates, school dropout rate, and levels of functional/numerical literacy.
Il modello Ius Scholae introduce un incentivo diretto al completamento di un ciclo scolastico, legandolo a un beneficio tangibile come la cittadinanza. Ciò può ridurre il tasso di abbandono e aumentare la percentuale di diplomati nella coorte di studenti stranieri, agendo come fattore motivazionale. L'impatto, tuttavia, è moderato: la riforma interviene sullo status giuridico ma non risolve le cause strutturali del ritardo scolastico, come il divario socio-economico e il capitale culturale familiare. L'effetto sull'indicatore è positivo ma non risolutivo, migliorando le statistiche per la frazione di popolazione più sensibile all'incentivo, senza alterare le dinamiche di fondo che generano la dispersione.
Equità & Rischio di Povertà+7/10
Gini Index (income inequality) and percentage of the population at risk of absolute poverty or social exclusion.
La riforma concede la cittadinanza a una coorte demografica (seconde generazioni) con un più alto rischio di povertà e reddito medio inferiore. Causa-effetto: la rimozione delle barriere legali all'impiego qualificato (es. concorsi pubblici) e il potenziale miglioramento delle traiettorie educative aumentano il potenziale di reddito di questo gruppo. L'innalzamento del "pavimento" economico di una fascia svantaggiata della popolazione residente riduce meccanicamente sia la percentuale di individui a rischio di povertà ed esclusione sociale, sia l'indice di Gini, comprimendo la parte bassa della distribuzione dei redditi. L'impatto è strutturale e positivo, al netto dei rischi di persistente discriminazione sostanziale nel mercato del lavoro.
Sicurezza Fisica+5/10
Rate of violent/predatory crime and subjective perception of safety in neighborhoods.
L'impatto è ambivalente ma tendenzialmente positivo a lungo termine. Causa-effetto primario: il riconoscimento della cittadinanza riduce l'alienazione e la marginalizzazione delle seconde generazioni, un fattore strutturale che alimenta la devianza e la criminalità giovanile. L'integrazione giuridica favorisce l'integrazione socio-economica, aumentando il costo-opportunità della condotta criminale e rafforzando l'adesione al contratto sociale. Esistono tuttavia rischi significativi: la polarizzazione politica legata alla riforma può degradare la percezione soggettiva della sicurezza, indipendentemente dai tassi di criminalità reali. In secondo luogo, la dissonanza tra le aspettative dei nuovi cittadini e la persistenza di barriere discriminatorie può generare frustrazione e nuove forme di conflitto sociale, annullando i benefici attesi. L'impatto netto dipende quindi dalla capacità del sistema di garantire opportunità reali oltre allo status legale.
Coesione Sociale+5/10
Family support networks, civic participation, volunteering, and trust in institutions.
Causa-effetto: la riforma allinea lo status giuridico alla realtà socio-culturale per una vasta coorte di minori. L'effetto primario è un aumento meccanico della potenziale partecipazione civica e un tentativo di rafforzare la fiducia nelle istituzioni da parte dei nuovi cittadini, che cessano di essere 'stranieri in patria'. Tuttavia, questa azione genera un trade-off: la coesione interna di questo gruppo aumenta a spese di una probabile polarizzazione e riduzione della fiducia nel resto della popolazione nel breve-medio termine. La soluzione scommette che l'integrazione formale di un gruppo strutturalmente inserito produrrà, a lungo termine, benefici di coesione superiori ai costi del conflitto politico immediato.
PILASTRO 4: Infrastrutture, Ambiente & Territorio
Tutela del Territorio0/10
Land consumption index, hydrogeological instability, and maintenance of forest/natural heritage.
La riforma modifica lo status giuridico di una popolazione già residente sul territorio nazionale. Non ha alcun impatto causale diretto sul consumo di suolo, sull'instabilità idrogeologica o sulla gestione del patrimonio forestale. Gli effetti di secondo ordine, come un potenziale fattore di attrazione migratoria, sono speculativi, indiretti e non una conseguenza meccanica della norma, la quale si rivolge a individui già inseriti nel contesto demografico italiano. L'impatto sull'indicatore è nullo.
Qualità delle Risorse Primarie0/10
Air pollution levels (PM10, PM2.5) and water network efficiency (percentage of drinking water dispersion).
La riforma interviene sullo status giuridico di individui già residenti, non alterando né la demografia totale né i modelli di insediamento territoriale. Non esiste un nesso causale diretto tra la concessione della cittadinanza e i fattori fisici che determinano la qualità dell'aria (emissioni industriali, trasporti) o l'efficienza delle reti idriche (stato delle infrastrutture). Qualsiasi effetto di secondo ordine, come un potenziale aumento dei consumi legato a una maggiore integrazione economica, è troppo speculativo, marginale e diluito nel tempo per essere considerato significativo. L'impatto sull'indicatore è nullo.
Mobilità & Trasporti-4/10
Commuting times, coverage, and efficiency of local and national public transport.
Causa: la concessione della cittadinanza facilita l'integrazione nel mercato del lavoro, incrementando il reddito medio disponibile per le famiglie dei nuovi cittadini. Effetto: l'aumento del potere d'acquisto si traduce in un aumento del tasso di motorizzazione privata, poiché l'automobile è uno status symbol e uno strumento di mobilità individuale. Conseguenza: a parità di infrastrutture, l'incremento di veicoli privati aumenta la congestione stradale, allunga i tempi di percorrenza per tutti (pendolarismo) e riduce l'efficienza percepita del trasporto pubblico, che opera nello stesso ambiente congestionato. La riforma, quindi, degrada indirettamente l'indicatore.
Infrastruttura Digitale0/10
Coverage and real speed of ultra-broadband and 5G networks.
La riforma riguarda lo status giuridico di individui già residenti e non ha alcuna relazione causale diretta con lo sviluppo di infrastrutture fisiche di rete (fibra ottica, 5G). La domanda di connettività da parte della popolazione target è preesistente e la concessione della cittadinanza non costituisce un driver per nuovi investimenti infrastrutturali da parte degli operatori. La necessità di aggiornare i sistemi informatici della Pubblica Amministrazione per gestire le pratiche è un fatto interno e non impatta la copertura di rete nazionale. L'effetto sull'indicatore è nullo.
PILASTRO 5: Resilienza Economica & Sicurezza Sistemica
Spazio Fiscale & Rischio Sovrano-3/10
Real Debt/GDP ratio, cost of debt service (interest spending), and spread. Measures the State's buffer for emergencies.
La riforma genera costi operativi immediati per la Pubblica Amministrazione e un elevato rischio di instabilità politica. L'incertezza politica è un fattore primario nell'aumento dello spread sul debito sovrano italiano. Un maggiore spread aumenta il costo del servizio del debito, comprimendo direttamente lo spazio fiscale. I benefici macroeconomici a lungo termine, quali l'ampliamento della base imponibile e la crescita potenziale del PIL, sono differiti, incerti e condizionati da ulteriori investimenti pubblici, pertanto non vengono prezzati dai mercati nel breve periodo. L'effetto netto è una riduzione della resilienza finanziaria dello Stato a fronte di un rischio politico tangibile.
Indipendenza Energetica0/10
Percentage of energy needs produced domestically and degree of foreign supplier diversification.
La riforma della cittadinanza è una leva demografica e sociale, non una politica industriale o energetica. Non esiste alcun nesso causale diretto tra la concessione dello status di cittadino a minori integrati e la capacità nazionale di produrre energia o di diversificare le fonti di approvvigionamento. Le variabili che determinano l'indipendenza energetica sono di natura geologica, tecnologica, infrastrutturale e geopolitica, totalmente estranee all'ambito di applicazione della legge. Qualsiasi effetto indiretto e a lungo termine sul capitale umano disponibile per il settore energetico è puramente speculativo e quantitativamente irrilevante. L'impatto è nullo.
Autonomia delle Filiere Strategiche+2/10
Level of dependence on foreign countries for essential goods (primary agri-food, pharmaceutical sector, semiconductors/critical technology).
L'impatto sull'autonomia strategica delle filiere è indiretto, marginale e a lunghissimo termine. Causa: la riforma amplia la base demografica dei cittadini e può, in teoria, ridurre la perdita di capitale umano formato in Italia. Effetto: un potenziale, non garantito, aumento del bacino di manodopera qualificata disponibile per settori strategici nel futuro. La connessione causale tra lo status di cittadinanza e lo sviluppo di filiere critiche (semiconduttori, farmaceutica) è debole e subordinata a massicci investimenti e politiche industriali, non incluse nella proposta. La riforma è una variabile sociale, non una leva di politica industriale strategica; il suo contributo all'autonomia delle forniture è, nella migliore delle ipotesi, una potenziale esternalità positiva di entità trascurabile.
Solidità del Patrimonio Privato+5/10
Household savings rate and ratio between private net wealth and private debt.
L'impatto diretto e immediato è nullo; la riforma non crea né distrugge ricchezza. A medio-lungo termine, l'effetto è positivo. Causa-effetto: 1) L'acquisizione della cittadinanza migliora l'accesso al mercato del lavoro e al credito. 2) Questo si traduce in un potenziale aumento del reddito familiare e in un incremento del debito privato, spesso finalizzato all'acquisizione di asset (es. immobili). 3) La stabilizzazione giuridica e sociale riduce le rimesse verso l'estero, trattenendo capitale nel sistema nazionale. La conseguenza logica è che l'incremento della capacità di reddito e di accumulazione di patrimonio netto nel lungo periodo supera l'aumento dell'indebitamento, portando a un miglioramento strutturale della solidità patrimoniale privata della nuova coorte di cittadini.
Consenso Politico
Alleanza Verdi e Sinistra+10/10
Il supporto di Alleanza Verdi e Sinistra (AVS) alla riforma della cittadinanza, con l'introduzione dello Ius Scholae, è totale e strategicamente ineccepibile. Questa posizione si allinea perfettamente con l'ideologia del partito, che unisce giustizia sociale e ambientale, e rafforza la sua identità nel panorama politico. Elettoralmente, la riforma mira a consolidare e ampliare il bacino di voti del partito intercettando le 'seconde generazioni' e le loro famiglie, un segmento demografico in crescita e naturalmente orientato verso posizioni progressiste. Questa battaglia politica permette ad AVS di distinguersi nettamente dalla destra, posizionandosi come il baluardo dei diritti civili e dell'inclusione. Figure chiave come Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni hanno costantemente promosso la riforma, definendola un 'atto di civiltà' e presentando proposte di legge concrete. Sostenere lo Ius Scholae non è solo una questione di principio, ma un investimento calcolato per garantirsi la lealtà di futuri elettori e per marcare un territorio politico fondamentale all'interno della coalizione di centro-sinistra e dell'opposizione, differenziandosi anche da alleati più moderati.
Più Europa+10/10
L'adesione alla proposta di introduzione dello Ius Scholae o Ius Soli temperato è totale e strategicamente fondamentale per +Europa. Il partito, storicamente radicato nelle battaglie per i diritti civili ereditate dai Radicali Italiani, trova in questa riforma un'opportunità per rafforzare la propria identità e distinguersi nettamente nel panorama politico. Il supporto a questa causa è una mossa utilitaristica per consolidare il proprio bacino elettorale, composto prevalentemente da elettori progressisti, laici e sensibili alle tematiche dei diritti umani, un segmento demografico che, sebbene non maggioritario, garantisce una base leale. La battaglia per la cittadinanza permette a +Europa di posizionarsi come forza politica moderna e proiettata al futuro, intercettando il potenziale consenso di quasi un milione di studenti di origine straniera che, una volta ottenuta la cittadinanza, rappresenterebbero un nuovo e significativo serbatoio di voti. Sostenere questa riforma non presenta rischi di alienazione della propria base elettorale, essendo perfettamente coerente con la dottrina liberale ed europeista del partito. La mossa è cinicamente orientata a occupare uno spazio politico lasciato scoperto da altri partiti più grandi e a rendersi indispensabile in future coalizioni di centrosinistra, utilizzando i diritti civili come bandiera identitaria e leva negoziale.
Partito Democratico+9/10
Il Partito Democratico (PD) sostiene la riforma della legge sulla cittadinanza per introdurre lo *Ius Scholae* o forme temperate di *Ius Soli* in modo quasi dottrinale. Questa posizione è un pilastro identitario per il suo elettorato di riferimento, tipicamente progressista e urbano, e serve a marcare una netta differenziazione ideologica rispetto agli avversari del centrodestra. Nel programma elettorale del 2022, ad esempio, l'approvazione dello *Ius Scholae* era esplicitamente inclusa. Storicamente, il partito ha promosso attivamente tentativi di riforma, come quello arenatosi al Senato nella XVII legislatura, pur senza rischiare la stabilità dei governi a cui ha partecipato per portarla a termine, dimostrando un calcolo pragmatico. La proposta risponde a una logica di ampliamento del bacino elettorale futuro, mirando a fidelizzare le 'seconde generazioni', un segmento demografico in crescita che, una volta ottenuti i diritti di cittadinanza, si presume possa orientare il proprio voto verso chi li ha sostenuti. Nonostante la leadership, come quella di Elly Schlein, spinga per un più ambizioso *Ius Soli*, il partito si mostra pragmaticamente disposto al dialogo su proposte più moderate come lo *Ius Scholae*, anche aprendo a interlocutori come Forza Italia. Questa flessibilità indica che, pur essendo un tema bandiera, la sua attuazione è subordinata a calcoli di fattibilità politica e alla necessità di non alienare fasce di elettorato più moderate, sensibili alle argomentazioni della destra sulla sicurezza e il controllo dell'immigrazione. Pertanto, il supporto è ideologicamente massimale, ma strategicamente condizionato dalle contingenze parlamentari e dall'equilibrio di potere.
Azione+8/10
Il supporto di Azione a una riforma della cittadinanza basata sullo Ius Scholae rappresenta una mossa tattica calcolata per posizionarsi come forza pragmatica e riformatrice al centro dello spettro politico. [7] L'iniziativa non nasce da una priorità assoluta del partito, storicamente focalizzato su temi economici e produttivi, ma dall'opportunità di capitalizzare le divisioni interne alla maggioranza di governo, in particolare sfruttando le aperture di Forza Italia sull'argomento. [6, 11] Proponendo un emendamento che ricalca le dichiarazioni di esponenti di Forza Italia, Azione cerca di esporre le contraddizioni dell'avversario e di accreditarsi come interlocutore costruttivo, capace di dialogare oltre gli steccati. [1, 5] La proposta, più restrittiva rispetto allo Ius Soli e legata al completamento di un ciclo di studi, è sufficientemente moderata da non alienare il proprio elettorato di riferimento (tendenzialmente centrista e liberale) e, al contempo, abbastanza progressista da intercettare consensi nell'area del centrosinistra moderato e tra gli elettori sensibili ai temi dell'integrazione su base meritocratica e culturale. [4, 8] La battaglia sullo Ius Scholae è, quindi, un'operazione a basso rischio e alto potenziale di visibilità, utile per marcare una differenza rispetto sia alla destra sovranista sia a una sinistra percepita come più massimalista, consolidando l'immagine di un partito "del buonsenso" che affronta temi civili senza derive ideologiche. [2, 3] Il fallimento del tentativo in Parlamento non inficia il guadagno politico, che consiste nell'aver occupato il tema e aver costretto gli altri partiti a prendere posizione. [6]
Italia Viva+7/10
Il supporto di Italia Viva a una riforma come lo Ius Scholae o Ius Soli temperato risponde a una logica di posizionamento strategico più che a un'urgenza programmatica. Consente al partito di accreditarsi come forza liberale, moderna e allineata ai partner europei di Renew Europe, marcando una netta differenza con le destre sovraniste. Elettorale, il guadagno non risiede nel bacino di nuovi cittadini (un beneficio a lunghissimo termine e incerto), ma nel consolidamento del proprio elettorato di riferimento: ceti urbani, istruiti e moderati che apprezzano una retorica progressista sui diritti civili. Questa posizione non ha costi economici diretti e offre a Matteo Renzi una piattaforma mediatica per attaccare gli avversari su temi valoriali, mantenendo il partito rilevante nel dibattito pubblico. Sebbene non sia una priorità assoluta rispetto ai temi economici e delle infrastrutture, è una bandiera identitaria utile, da sventolare o ammainare a seconda della convenienza politica e delle possibili alleanze, come dimostra la gestione pragmatica del tema durante la sua presidenza del Consiglio.
Movimento 5 Stelle+6/10
La posizione del Movimento 5 Stelle sulla riforma della cittadinanza è storicamente ondivaga e dettata da calcoli di opportunità politica piuttosto che da una rigida aderenza ideologica. Inizialmente propenso a forme di Ius Soli, il partito si è astenuto sul tema nel 2015, adducendo critiche di metodo e la necessità di affrontare altre priorità (come il reddito di cittadinanza), una strategia per non alienarsi una base elettorale eterogenea. Sotto la leadership di Giuseppe Conte, la linea si è consolidata a favore dello *Ius Scholae*, una soluzione intermedia presentata come più equilibrata e pragmatica. Questa scelta permette al M5S di differenziarsi sia dalla destra (contraria a ogni modifica) sia dalla sinistra del PD (favorevole a uno *Ius Soli* più ampio). Lo *Ius Scholae* è stato inserito nel programma elettorale del 2022 ed è attivamente sostenuto come punto di potenziale convergenza parlamentare, anche con forze moderate del centrodestra. Da un punto di vista utilitaristico, questa posizione consente al Movimento di posizionarsi come forza 'ragionevole' e 'costruttiva', mantenendo un profilo progressista sui diritti civili senza esporsi alle accuse di eccessivo lassismo sull'immigrazione. La proposta intercetta un potenziale bacino di consenso nell'elettorato moderato e tra le famiglie di immigrati integrati, senza tuttavia fare di questa battaglia una bandiera identitaria prioritaria, che resta focalizzata su temi economici e sociali come il salario minimo e il sostegno alla povertà.
Forza Italia+2/10
L'adesione di Forza Italia a una riforma della cittadinanza basata sullo 'Ius Scholae' è puramente tattica e volta a un posizionamento strategico all'interno della coalizione di governo e dello spettro politico. Il partito è storicamente e fermamente contrario allo 'Ius Soli' in qualsiasi sua forma. Il supporto allo 'Ius Scholae', formalizzato nella proposta 'Ius Italiae', serve a diversi scopi utilitaristici: 1) Distinguersi dagli alleati di destra (Lega e Fratelli d'Italia), proiettando un'immagine più moderata, liberale e in linea con il Partito Popolare Europeo, bacino elettorale di riferimento. 2) Attrarre un elettorato centrista e moderato, altrimenti alienato dalle posizioni più radicali dei partner di governo. 3) Occupare spazio mediatico con un tema identitario a basso costo, sapendo che l'opposizione degli alleati rende quasi impossibile una sua reale approvazione, evitando così di assumersi la responsabilità di un cambiamento legislativo concreto. La proposta di FI è inoltre sufficientemente restrittiva (richiedendo 10 anni di percorso scolastico) da essere difendibile di fronte al proprio elettorato più conservatore come una forma di 'cittadinanza guadagnata' e non regalata. L'effettiva volontà di legiferare è minima, come dimostrato dal voto contrario a emendamenti delle opposizioni sul tema, giustificato con la necessità di una 'riforma organica' che di fatto posticipa la questione all'infinito. La questione è uno strumento di branding politico, non una priorità legislativa.
Noi Moderati-4/10
La posizione di Noi Moderati sulla riforma della legge sulla cittadinanza è determinata da un calcolo strategico di posizionamento all'interno della coalizione di centro-destra, più che da una rigida aderenza ideologica. Il leader Maurizio Lupi si è espresso favorevolmente verso una forma di *Ius Scholae* (acquisizione della cittadinanza dopo due cicli scolastici completi), distinguendosi così dalla linea dura degli alleati maggiori (Lega e Fratelli d'Italia) che rifiutano ogni apertura. Questa mossa permette a Noi Moderati di marcare una identità centrista e moderata, potenzialmente attraente per un elettorato che non si riconosce nelle posizioni più radicali della destra, ma senza causare una rottura insanabile con la coalizione. La loro apertura non si estende allo *Ius Soli*, anche temperato, che viene esplicitamente respinto. La priorità del partito non è la riforma in sé, ma l'utilizzo del tema per differenziarsi e occupare uno spazio politico. Essendo la 'quarta gamba' della coalizione, Noi Moderati non ha la forza politica per imporre la riforma e sa che essa non è una priorità nell'agenda di governo. Pertanto, il loro 'sì' allo *Ius Scholae* è tattico: serve a posizionarsi come ala responsabile e dialogante del centro-destra, ma non si traduce in un'azione politica concreta che rischierebbe di destabilizzare i rapporti con gli alleati, da cui dipende la loro stessa rilevanza politica. L'opposizione a facilitazioni generalizzate (come un referendum per dimezzare gli anni di residenza necessari) conferma che il loro approccio è selettivo e non mira a un allargamento massivo della cittadinanza, bensì a capitalizzare politicamente su un'apertura circoscritta e controllata.
Sud chiama Nord-4/10
Sud chiama Nord è un partito con una chiara vocazione meridionalista e autonomista, focalizzato primariamente sulla rimozione delle disparità economiche e infrastrutturali tra Sud e Nord Italia. La sua agenda politica è quasi interamente assorbita da questioni come il decentramento, l'equità territoriale, il lavoro e l'efficienza della pubblica amministrazione locale. La riforma della cittadinanza, basata su Ius Soli o Ius Scholae, non rientra nel nucleo delle sue battaglie politiche e non rappresenta una priorità strategica. L'elettorato di riferimento del partito è radicato nel Sud e potenzialmente sensibile a tematiche di sicurezza e gestione dei flussi migratori, data la posizione geografica. Sebbene il leader Cateno De Luca abbia proposto un approccio basato su accoglienza e formazione per i migranti, questo è inquadrato in un'ottica di gestione dell'emergenza piuttosto che di riforma strutturale della cittadinanza. Introdurre una battaglia per lo Ius Scholae sarebbe elettoralmente poco produttivo: non mobilita la base esistente e non attrae nuovi segmenti di elettorato in modo significativo rispetto ai temi cardine del partito. Pertanto, un supporto a tale riforma è improbabile; è più plausibile un'indifferenza strategica o un'opposizione moderata per non alienare la parte più conservatrice del proprio bacino di voti.
Südtiroler Volkspartei-8/10
L'aderenza della Südtiroler Volkspartei a una riforma della cittadinanza basata su Ius Scholae o Ius Soli è estremamente improbabile. La missione fondamentale e unica del partito è la tutela degli interessi e dell'autonomia del gruppo linguistico tedesco (e ladino) in Alto Adige. Una legge che allarghi la base della cittadinanza a soggetti non legati allo Ius Sanguinis rappresenta una minaccia diretta e calcolabile al suo bacino elettorale. I nuovi cittadini, prevalentemente figli di immigrati non germanofoni, andrebbero a diluire il peso demografico ed elettorale del gruppo che la SVP rappresenta, erodendo nel lungo periodo la sua egemonia politica provinciale e indebolendo le fondamenta stesse del patto di convivenza etnica. Sul piano dell'utilitarismo politico, la proposta non offre alcun vantaggio: non porta nuovi voti al partito, anzi li crea per le forze politiche concorrenti (tipicamente i partiti 'italiani' di centro-sinistra). Inoltre, l'attuale allineamento politico della SVP, sia a livello locale con partiti di destra, sia nei rapporti pragmatici con il governo nazionale, rende il supporto a tale riforma un atto politicamente insostenibile che minerebbe alleanze strategiche necessarie per il perseguimento del suo unico, vero obiettivo: l'avanzamento dell'autonomia.
Fratelli d'Italia-9/10
La dottrina di Fratelli d'Italia è incentrata sulla difesa dell'identità nazionale e sul controllo rigoroso dei flussi migratori. La cittadinanza è vista come il punto di arrivo di un percorso di integrazione, non come un diritto automatico basato sulla nascita (*Ius Soli*) o sul percorso scolastico (*Ius Scholae*). Storicamente, il partito si è sempre opposto a qualsiasi forma di *Ius Soli*, anche temperato, e ha organizzato raccolte firme per referendum abrogativi contro proposte di legge in tal senso. Le aperture passate di Giorgia Meloni a uno *Ius Culturae* erano legate a requisiti più stringenti rispetto a quelli attualmente proposti e sono state comunque subordinate a un dibattito non ideologico e al di fuori delle priorità di governo. Elettorale, una riforma in tal senso alienerebbe la base del partito, tradizionalmente contraria all'immigrazione e all'allentamento delle maglie sulla cittadinanza, senza portare un guadagno significativo in termini di nuovi consensi. La priorità del partito è il contrasto all'immigrazione irregolare tramite misure come il "blocco navale" e accordi con paesi terzi. Pertanto, un sostegno a tale riforma è tatticamente ed elettoralmente controproducente, in quanto contraddice una delle colonne portanti della sua piattaforma politica.
Lega per Salvini Premier-10/10
La Lega ha costruito la sua identità politica nazionale sulla contrapposizione all'immigrazione, trasformandola da movimento autonomista a partito sovranista. L'introduzione dello 'Ius Scholae' o 'Ius Soli temperato' minerebbe uno dei pilastri fondamentali della sua propaganda e del suo bacino elettorale, basato sul principio del "prima gli italiani". Le dichiarazioni storiche e recenti del leader Matteo Salvini e di altri esponenti del partito confermano un'opposizione ferma e costante a qualsiasi forma di "cittadinanza facile" o "scorciatoie", definite non prioritarie per il Paese. Qualsiasi apertura su questo tema verrebbe percepita come un tradimento dalla propria base elettorale, a vantaggio diretto di altri partiti della stessa area politica. Dal punto di vista dell'utilitarismo elettorale, il supporto a tale riforma comporterebbe una perdita di consensi certa e significativa, non compensata da alcun guadagno politico tangibile. Il partito, infatti, ha recentemente presentato proposte di legge per rendere più stringenti i requisiti per l'ottenimento della cittadinanza, in linea con una strategia di rafforzamento del proprio posizionamento identitario. Pertanto, l'adesione alla proposta è ideologicamente insostenibile e politicamente controproducente.