Normativa Quadro per la Morte Medicalmente Assistita
Fine Vita: Analisi Etico-Giuridica e Impatto Sistemico in Italia
Sommario
Il presente documento analizza le conseguenze normative e sociali derivanti dall'introduzione di una legge sul fine vita in Italia, con focus sulla legalizzazione dell'eutanasia e del suicidio medicalmente assistito. La tesi si sviluppa attraverso una valutazione del bilanciamento tra il principio di autodeterminazione individuale e il ruolo del Sistema Sanitario Nazionale (SSN). L'analisi adotta un approccio logico-deduttivo per esaminare il contesto, definire il problema in termini sistemici, proporre un modello operativo, stimare il fabbisogno di risorse e identificare i rischi associati. L'obiettivo è fornire un quadro analitico per una decisione legislativa, spogliato da considerazioni morali e focalizzato sull'efficienza e la gestione delle risorse pubbliche.
Contesto Storico e Dati Recenti
L'ordinamento giuridico italiano, pur non prevedendo una disciplina organica del fine vita, ha subito un'evoluzione normativa e giurisprudenziale significativa. La Legge 219/2017 ha introdotto le Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT), consolidando il principio del consenso informato e il diritto del paziente di rifiutare i trattamenti sanitari, inclusi quelli di sostegno vitale come idratazione e nutrizione artificiale. Tale legge costituisce il fondamento normativo dell'autodeterminazione terapeutica.
Un punto di svolta è rappresentato dalla sentenza n. 242/2019 della Corte Costituzionale, originata dal caso di Fabiano Antoniani (DJ Fabo). La Corte ha dichiarato l'illegittimità costituzionale parziale dell'art. 580 c.p. (istigazione o aiuto al suicidio), non escludendo la punibilità per chi agevola l'esecuzione del proposito di suicidio, formatosi autonomamente, di un paziente in possesso di specifici requisiti:
- Affetto da una patologia irreversibile.
- Fonte di sofferenze fisiche o psicologiche intollerabili.
- Dipendente da trattamenti di sostegno vitale.
- Capace di prendere decisioni libere e consapevoli.
Questa sentenza ha di fatto creato un'area di non punibilità per il suicidio medicalmente assistito, demandando al SSN la verifica delle condizioni e delle modalità di esecuzione, previo parere del comitato etico territoriale competente.
Dati di contesto:
- Cure Palliative: Esiste una significativa disomogeneità nell'accesso. Solo una persona su tre che ne avrebbe bisogno riceve cure palliative, con un picco negativo del 15% per i minori. Nel 2022, il 36% dei pazienti deceduti per tumore ha ricevuto tale assistenza. L'obiettivo fissato dalla Legge di Bilancio 2023 è raggiungere il 90% di copertura entro il 2028, ma a fine 2021 due regioni non avevano ancora istituito la rete di cure palliative per adulti e otto quella pediatrica.
- Costi dell'assistenza: La spesa per un paziente cronico può essere fino a 21 volte superiore a quella di un paziente medio. Le tariffe massime per le cure palliative domiciliari variano da 58,40 € a 176,50 € al giorno, mentre una giornata in hospice ha un costo di riferimento di 299,60 €. Il ricovero in hospice, coperto dal SSN, è gratuito per il cittadino.
- "Turismo della morte": In assenza di una legge, cittadini italiani si recano all'estero, principalmente in Svizzera, per accedere al suicidio assistito. Dal 2001 al 2017, 110 italiani sono ricorsi all'associazione Dignitas. Altri dati indicano circa 30 italiani all'anno. La Svizzera ha registrato un aumento dell'11% dei suicidi assistiti per i residenti nel 2023.
Analisi del Problema
Il quadro attuale genera inefficienze e criticità sistemiche. La sentenza 242/2019, pur stabilendo un principio, non ha definito un protocollo operativo uniforme a livello nazionale. Questo determina una frammentazione nell'applicazione, con Regioni e singole ASL che interpretano e applicano la sentenza in modo disomogeneo, creando disparità di accesso al diritto per i cittadini che possiedono i requisiti.
La situazione attuale può essere scomposta nelle seguenti variabili problematiche:
- Vuoto Normativo e Incertezza Giuridica: L'assenza di una legge organica crea incertezza per i pazienti e per il personale sanitario. Le procedure sono soggette a interpretazioni locali e potenziali contenziosi, aumentando i costi transazionali del sistema.
- Inefficienza nell'Allocazione delle Risorse: Il SSN sostiene costi elevati per il mantenimento in vita di pazienti in condizioni irreversibili che, se messi in condizione di scegliere, potrebbero optare per un percorso di fine vita. La gestione del paziente cronico assorbe oltre il 70% della spesa sanitaria a fronte del 30% della popolazione.
- Esportazione di "domanda sanitaria": Il ricorso a strutture estere (es. Svizzera) rappresenta una perdita per il sistema-paese e una forma di disuguaglianza basata sul censo, in quanto accessibile solo a chi può sostenere i costi del viaggio e della procedura (stimati tra 3.000 e 4.500 euro in Germania).
- Pressione sul Sistema Sanitario: Il personale medico si trova a gestire situazioni complesse senza un quadro procedurale chiaro, con il rischio di incorrere in obiezione di coscienza non strutturata e contenziosi legali.
- Squilibrio tra Autodeterminazione e Offerta di Servizi: La Legge 219/2017 garantisce l'autodeterminazione nel rifiutare le cure, ma il sistema non è equipaggiato per gestire la fase successiva a tale decisione, ovvero la richiesta attiva di terminare l'esistenza in condizioni di sofferenza irreversibile, come depenalizzato dalla Consulta.
Il problema, in termini macro-economici, è la gestione sub-ottimale di una fase del ciclo vitale che genera alti costi (sanitari diretti e sociali indiretti) a fronte di un beneficio marginale nullo o negativo per l'individuo, il quale esprime una volontà contraria.
Soluzione Strategica Proposta
Si propone l'implementazione di una normativa nazionale che disciplini l'accesso al suicidio medicalmente assistito e all'eutanasia, definendo un percorso procedurale standardizzato, centralizzato nel suo controllo ma decentralizzato nella sua esecuzione. Il modello deve bilanciare l'autodeterminazione del singolo con la necessità di controllo e supervisione da parte dello Stato, garantendo al contempo la sostenibilità per il SSN.
Fasi del processo standardizzato:
- Richiesta del Paziente: Il paziente, in pieno possesso delle sue facoltà, presenta una richiesta formale e reiterata di accesso alla morte medicalmente assistita.
- Valutazione Clinica Preliminare: Il medico curante o un team di specialisti della patologia in questione redige una relazione dettagliata che attesti la sussistenza dei requisiti oggettivi (patologia irreversibile, sofferenza intollerabile, dipendenza da trattamenti di sostegno vitale).
- Valutazione Psicologica/Psichiatrica: Un esperto indipendente valuta la capacità di intendere e di volere del paziente, l'assenza di patologie psichiatriche che vizino il consenso e l'assenza di pressioni esterne.
- Parere del Comitato Etico Territoriale (CET): Tutta la documentazione viene trasmessa al CET di competenza, che esprime un parere vincolante sulla conformità del caso ai requisiti di legge e alle condizioni stabilite dalla sentenza 242/2019.
- Validazione da parte di un Organo di Controllo Nazionale (OCN): Istituzione di un'autorità centrale con funzione di supervisione, raccolta dati e validazione finale dei pareri dei CET, al fine di garantire uniformità di giudizio su tutto il territorio nazionale.
- Esecuzione: La procedura viene eseguita da personale del SSN, in una struttura sanitaria pubblica o presso il domicilio del paziente, nel rispetto delle sue volontà. Viene garantito il diritto all'obiezione di coscienza per il personale sanitario, gestito attraverso meccanismi di mobilità interna per assicurare la continuità del servizio.
Questo modello trasforma un'area grigia in un processo amministrativo tracciabile, riducendo l'incertezza e garantendo equità di accesso.
Fabbisogno Risorse e Prerequisiti
L'implementazione della soluzione proposta richiede un'allocazione di risorse e la soddisfazione di prerequisiti strutturali.
Fabbisogno di Risorse (Stima di Magnitudo):
- Organo di Controllo Nazionale (OCN): Struttura burocratico-amministrativa con personale giuridico e medico-legale. Il costo operativo annuale è stimabile nell'ordine di 2-5 milioni di euro, per personale, sede e sistemi informativi.
- Potenziamento Comitati Etici Territoriali (CET): I CET richiederanno un aumento di organico (medici legali, giuristi, psicologi) per gestire il carico di lavoro aggiuntivo. Si stima un fabbisogno incrementale di 3-6 milioni di euro annui a livello nazionale, per compensi e costi di funzionamento.
- Formazione Specifica: Necessità di un programma di formazione obbligatoria per il personale sanitario coinvolto nel processo (medici, infermieri, psicologi) sui protocolli clinici, legali ed etici. Il costo una tantum per la progettazione e l'erogazione dei corsi a livello nazionale è stimabile in 5-10 milioni di euro.
- Costi Procedurali Diretti: Ogni singola procedura comporta costi per il farmaco letale, il personale medico-infermieristico e l'eventuale supporto logistico. La stima per procedura è nell'ordine di 1.500-3.000 euro. Ipotizzando un numero di richieste allineato ad altre realtà europee in proporzione alla popolazione (es. 1.000-2.000 casi/anno), l'impatto diretto sul budget del SSN sarebbe di 1,5-6 milioni di euro annui.
Magnitudo economica totale stimata: L'investimento iniziale (formazione) si attesta sui 5-10 milioni di euro, mentre i costi operativi annuali a regime (OCN, CET, procedure) si collocherebbero in un range tra 6,5 e 17 milioni di euro. Tale stima non considera i potenziali risparmi derivanti dalla riduzione dei trattamenti di fine vita ad alta intensità e lunga degenza.
Prerequisiti Obbligatori:
- Legge Quadro Nazionale: Approvazione di una legge che definisca chiaramente i criteri, le procedure, le responsabilità e istituisca l'OCN.
- Protocolli Clinici Standard: Definizione da parte dell'Istituto Superiore di Sanità (ISS) e delle società scientifiche di protocolli clinici dettagliati per la valutazione dei requisiti e l'esecuzione della procedura.
- Sistema Informativo Nazionale: Creazione di una banca dati centralizzata e interoperabile per la gestione delle richieste, il monitoraggio delle procedure e la raccolta dati a fini epidemiologici e di ricerca.
- Potenziamento Rete Cure Palliative: È un prerequisito etico-sistemico che l'opzione del fine vita sia una scelta effettiva e non l'unica via d'uscita dalla sofferenza. Pertanto, è necessario raggiungere gli obiettivi di copertura del 90% delle cure palliative e della terapia del dolore, come già previsto dalla normativa vigente, prima o contestualmente all'entrata a regime della legge.
Rischi Sistemici
L'introduzione di una tale normativa comporta rischi che devono essere analizzati e mitigati.
- Rischio di "Slippery Slope" (Pendio Scivoloso): Possibile estensione progressiva dei criteri di accesso a categorie di pazienti non previste inizialmente (es. patologie psichiatriche, minori, disagio esistenziale). Questo rischio è mitigato dalla presenza di un Organo di Controllo Nazionale e da criteri di legge rigidi, che possono essere modificati solo con un nuovo intervento legislativo.
- Disincentivo alle Cure Palliative: Il sistema potrebbe percepire la morte medicalmente assistita come una soluzione a minor costo rispetto all'investimento a lungo termine nel potenziamento delle reti di cure palliative. Il rischio si mitiga rendendo il potenziamento di tali cure un prerequisito vincolante e monitorando l'allocazione delle risorse sanitarie.
- Pressione sui Soggetti Vulnerabili: Pazienti in condizioni di vulnerabilità economica, sociale o psicologica potrebbero subire pressioni (implicite o esplicite) a richiedere il fine vita per non gravare sui familiari o sul sistema. Questo rischio è indirizzato dalla valutazione psicologica/psichiatrica obbligatoria e indipendente, atta a verificare l'autenticità e la libertà del consenso.
- Eccessiva Burocratizzazione: Un processo eccessivamente complesso e lungo potrebbe vanificare il diritto del paziente, trasformandosi in una forma di accanimento burocratico. Il rischio si gestisce disegnando procedure snelle, con tempi certi e meccanismi di silenzio-assenso nei pareri degli organi competenti.
- Obiezione di Coscienza Strutturale: Un'elevata concentrazione di personale obiettore in determinate aree geografiche o strutture potrebbe di fatto impedire l'accesso al servizio. Tale rischio si gestisce con una mappatura preventiva del personale e con l'istituzione di meccanismi di mobilità e team dedicati a livello regionale per garantire l'erogazione della prestazione.
Impatto Economico
Costo Stimato
Costi operativi annuali stimati tra 6,5 e 17 milioni di euro, più un investimento una tantum di 5-10 milioni per la formazione. La stima non include i potenziali risparmi derivanti dalla riduzione di trattamenti ad alta intensità.
Finanziamento
Approvazione Legge Quadro; potenziamento della rete di cure palliative al 90% di copertura; definizione protocolli clinici da parte dell'ISS; creazione di una banca dati nazionale.
Ritorno (ROI)
Non quantificabile in termini finanziari; l'obiettivo è l'ottimizzazione delle risorse e l'efficienza del sistema.
Analisi degli Indicatori di Benessere
PILASTRO 1: Motore Economico & Competitività
CLU (Costo del Lavoro per Unità di Prodotto)+1/10
Ratio between labor cost and productivity. Indicates real corporate competitiveness abroad.
L'impatto sull'ULC è nullo o marginalmente positivo. La catena logica è indiretta e debole: 1) La normativa può ridurre la spesa sanitaria per trattamenti di fine vita ad alta intensità, liberando risorse pubbliche. 2) In teoria, tali risorse potrebbero essere riallocate per ridurre il cuneo fiscale (costo del lavoro) o per investimenti in produttività. 3) Nella pratica, l'entità dei risparmi è minima su scala macroeconomica e la loro riallocazione a fini di competitività è un'ipotesi politica remota. L'effetto sull'indicatore è quindi trascurabile.
Bilancia Commerciale & Investimenti Diretti Esteri+5/10
Volume of Export vs Import and flow of Foreign Direct Investments (measures the country's attractiveness).
L'impatto sull'indicatore è moderatamente positivo. La normativa azzera l'importazione di 'servizi di fine vita' da giurisdizioni estere (es. Svizzera), correggendo marginalmente la bilancia dei servizi. L'effetto principale, tuttavia, risiede nel miglioramento della percezione del paese per gli investitori esteri (FDI). L'adozione di un quadro giuridico chiaro su una materia complessa proietta un'immagine di stabilità istituzionale, modernità e certezza del diritto, riducendo il rischio percepito. In chiave fiscale, la legge viene interpretata come uno strumento di razionalizzazione della spesa sanitaria, affrontando i costi crescenti legati al fine vita in una popolazione che invecchia. Questa dimostrazione di disciplina di bilancio a lungo termine migliora il rating sovrano implicito e aumenta l'attrattività per capitali che cercano stabilità. Un ambiente normativo avanzato e secolare può inoltre attrarre investimenti e talenti in settori ad alto valore come il biotech e il med-tech, che privilegiano ecosistemi legali e sociali all'avanguardia.
R&S ed Ecosistema dell'Innovazione+5/10
Percentage of GDP invested in Research and Development (public and private) and number of registered patents.
La soluzione non alloca fondi diretti a R&S, ma crea le condizioni strutturali per un'innovazione indotta. Causa 1: L'istituzione di un Organo di Controllo Nazionale e di un sistema informativo centralizzato genera un database standardizzato senza precedenti sul fine vita. Effetto 1: Tale asset di dati abilita e stimola la ricerca accademica e industriale in campo epidemiologico, farmaco-economico e sociologico. Causa 2: La necessità di definire protocolli clinici e farmaci letali specifici crea una domanda di nicchia per la R&S farmaceutica e per lo sviluppo di dispositivi medicali dedicati, con potenziale generazione di brevetti. Causa 3: Il prerequisito vincolante del potenziamento delle cure palliative al 90% agisce come un forte acceleratore per l'innovazione in terapia del dolore, assistenza domiciliare e tecnologie digitali per la sanità. L'impatto, sebbene indiretto, è positivo e strutturale per l'ecosistema della ricerca sanitaria.
Occupazione Reale & Qualità del Lavoro+5/10
Employment rate, youth unemployment, and incidence of precarious or low-intensity work contracts.
La soluzione crea una nuova filiera burocratico-sanitaria. L'istituzione dell'Organo di Controllo Nazionale e il potenziamento dei Comitati Etici generano posti di lavoro stabili e qualificati (giuristi, medici, psicologi) per gestire il processo. Il prerequisito obbligatorio di espandere le cure palliative funge da moltiplicatore occupazionale nel settore sanitario. La domanda di servizi ancillari (formazione, sistemi informativi) crea ulteriore lavoro. In sintesi, la gestione normata della morte crea occupazione specializzata e stabile, trasformando un problema etico in un'opportunità di micro-impiego nel settore pubblico e para-pubblico.
Potere d'Acquisto Reale+5/10
Net disposable income of households, adjusted for inflation.
La soluzione internalizza una spesa sanitaria privata catastrofica, precedentemente sostenuta all'estero (3.000-4.500 €), trasformandola in una prestazione del SSN a costo nullo per il nucleo familiare. L'effetto è un aumento diretto del reddito disponibile per le famiglie coinvolte. Inoltre, la riduzione della fase terminale di malattia ad alta intensità di cure previene l'erosione del patrimonio familiare, causata da spese sanitarie dirette (out-of-pocket) e indirette (perdita di reddito dei caregiver). L'impatto sui conti pubblici è probabilmente positivo, dato che i costi operativi della procedura sono inferiori ai risparmi derivanti dall'interruzione di trattamenti di lunga degenza, riducendo la potenziale pressione fiscale futura. L'impatto principale è la prevenzione dell'impoverimento per una specifica coorte di famiglie.
PILASTRO 2: Macchina Statale & Attrito Burocratico
Pressione Fiscale & Cuneo Fiscale+5/10
Percentage of wealth retained by the State and difference between the corporate cost of an employee and their net salary.
La soluzione sostituisce trattamenti di fine vita ad alta intensità di capitale e manodopera con una procedura a costo una tantum definito e inferiore. Il costo operativo annuo del sistema proposto (massimo 17 milioni di euro) è significativamente inferiore ai risparmi generati dalla cessazione anticipata di trattamenti onerosi per migliaia di pazienti terminali. Questo genera un risparmio netto per la finanza pubblica. Poiché la spesa sanitaria è finanziata dalla fiscalità generale, la riduzione dei costi si traduce in una minore pressione sul bilancio dello Stato. Tale efficienza libera risorse che possono alleggerire il carico fiscale complessivo o evitare futuri inasprimenti, impattando positivamente sulla quota di ricchezza che lo Stato necessita di trattenere.
Efficienza della Spesa Pubblica+5/10
Ratio between current spending (maintenance) and capital spending (generation of future value).
Causa: La soluzione sostituisce costi di mantenimento a lungo termine, elevati e a valore aggiunto nullo per il paziente (trattamenti di sostegno vitale in patologie irreversibili), con un costo procedurale una tantum e significativamente inferiore. Effetto: Riduzione strutturale della spesa sanitaria corrente (mantenimento). La liberazione di queste risorse economiche crea spazio fiscale per una potenziale riallocazione verso spese in conto capitale (es. potenziamento reti palliative, ricerca, infrastrutture sanitarie), migliorando il rapporto tra spesa corrente e investimenti futuri. L'investimento iniziale per l'implementazione è marginale rispetto ai risparmi annuali a regime.
Tempo per la Conformità Fiscale+5/10
Average time (in hours/days) spent by citizens and businesses on tax compliance, starting a business, or bureaucratic procedures.
Stato attuale: il vuoto normativo costringe il cittadino a un percorso di contenzioso legale contro lo Stato per l'affermazione di un diritto. I tempi di 'compliance' sono indeterminati, lunghi e ad altissima frizione. Soluzione proposta: istituzione di una procedura amministrativa standardizzata. Causa-effetto: la sostituzione di un percorso legale-conflittuale con un iter burocratico definito riduce drasticamente il tempo medio per il cittadino per ottenere il risultato desiderato. La procedura, per quanto strutturata, è intrinsecamente più rapida ed efficiente della paralisi generata dall'incertezza giuridica e dalla necessità di ricorrere a un tribunale. La burocrazia organizzata è più veloce dell'anarchia procedurale.
Durata dei Processi Giudiziari+5/10
Average duration of civil and criminal proceedings (critical factor for foreign investments and citizen trust).
La normativa trasforma un diritto da conquistare in tribunale in una procedura amministrativa. La conversione di un contenzioso giudiziario (civile e penale), generato dall'attuale vuoto normativo, in un iter burocratico standardizzato sottrae carico di lavoro alla magistratura. Meno cause equivalgono a una riduzione, seppur settoriale, dei ritardi sistemici, liberando risorse per altre procedure.
Digitalizzazione della PA (Indice DESI)+5/10
Level of public service delivery remotely, without the need for physical presence.
L'introduzione di un processo amministrativo complesso e multi-attore (paziente, medici, Comitati Etici, Organo Nazionale) richiede, per necessità logistica, la creazione di una piattaforma digitale centralizzata. La proposta stessa lo esplicita come prerequisito ("Sistema Informativo Nazionale"). Tale sistema costituisce un nuovo servizio pubblico erogato end-to-end in modo digitale, incrementando l'interoperabilità tra amministrazioni locali e nazionali e riducendo l'attrito burocratico. L'impatto sull'indicatore è diretto e positivo, sebbene quantitativamente circoscritto al volume di procedure previste.
PILASTRO 3: Tessuto Sociale & Benessere
Salute & Aspettativa di Vita+5/10
Life expectancy at birth and, more importantly, healthy life expectancy.
La normativa causa una riduzione diretta e misurabile della durata della vita per il sottogruppo di popolazione che vi accede, con un potenziale impatto statistico negativo, seppur marginale, sull'aspettativa di vita media nazionale. Tale riduzione, tuttavia, riguarda esclusivamente anni di vita caratterizzati da assenza di salute e sofferenza irreversibile, non impattando quindi il calcolo degli anni di vita in buona salute (healthy life expectancy). L'effetto sistemico dominante è positivo: la procedura ottimizza l'allocazione delle risorse del SSN, liberando fondi da trattamenti di sostegno vitale a beneficio marginale nullo o negativo per il paziente. La riallocazione di tali risorse verso prevenzione e cure per la popolazione generale produce un aumento della speranza di vita in buona salute superiore alla perdita statistica registrata. La legge scambia una quantità minima di vita di qualità nulla con un guadagno potenziale di vita di alta qualità per la collettività.
Istruzione & Competenze0/10
Percentage of graduates, school dropout rate, and levels of functional/numerical literacy.
La normativa proposta non ha alcun impatto diretto, misurabile o logicamente deducibile sull'indicatore 'Education & Skills'. La popolazione target della legge (pazienti in condizioni irreversibili) è, per definizione, esterna al ciclo di istruzione formale. La soluzione non alloca né sottrae risorse al sistema educativo. Le metriche di tasso di diploma, abbandono scolastico e alfabetizzazione funzionale della popolazione generale non vengono influenzate. La formazione specialistica prevista per il personale sanitario è un effetto irrilevante ai fini dell'indicatore. Qualsiasi nesso causale indiretto è puramente speculativo e statisticamente insignificante.
Equità & Rischio di Povertà+5/10
Gini Index (income inequality) and percentage of the population at risk of absolute poverty or social exclusion.
La normativa proposta impatta positivamente sull'indicatore. Causa-Effetto 1: L'attuale accesso al suicidio assistito è un'opzione per censo, limitata a chi può sostenere costi di 3.000-4.500€ per l'estero. L'inserimento della procedura nel SSN ne abbatte il costo, eliminando una disuguaglianza economica e geografica e riducendo una forma di esclusione sociale. Causa-Effetto 2: La gestione di patologie irreversibili genera costi elevati che possono spingere i nuclei familiari a basso reddito verso la povertà. La morte assistita, come scelta autonoma del paziente, interrompe questo onere finanziario, agendo come meccanismo di prevenzione dell'impoverimento del nucleo familiare. Il rischio sistemico di pressione sui soggetti vulnerabili è un fattore negativo, ma è controbilanciato dalla rimozione di una barriera economica strutturale all'autodeterminazione.
Sicurezza Fisica+5/10
Rate of violent/predatory crime and subjective perception of safety in neighborhoods.
La legalizzazione e standardizzazione della morte medicalmente assistita non incide sulla criminalità predatoria o sulla percezione di sicurezza nei quartieri. Tuttavia, aumenta la sicurezza fisica di una specifica popolazione vulnerabile. Sostituisce un vuoto normativo, che alimenta pratiche clandestine e il 'turismo della morte' (intrinsecamente insicuri), con un processo medico-legale tracciato e controllato. Questo elimina il rischio di abusi da parte di attori non qualificati e aumenta la percezione di sicurezza e controllo sul proprio corpo per i pazienti terminali, riducendo l'angoscia di un fine vita di sofferenza incontrollata. L'impatto è positivo ma confinato a questa dimensione specifica della sicurezza fisica individuale.
Coesione Sociale+5/10
Family support networks, civic participation, volunteering, and trust in institutions.
L'introduzione di una normativa quadro sostituisce l'incertezza giuridica e la disuguaglianza territoriale con un processo standardizzato e controllato. Questo aumenta la fiducia nelle istituzioni (Stato, SSN) in quanto dimostrano la capacità di governare fenomeni complessi in modo equo e prevedibile. Sebbene il tema sia socialmente divisivo e possa innescare conflitti intrafamiliari, la procedura strutturata riduce il carico sui singoli nuclei, formalizzando un percorso che altrimenti avverrebbe in modo caotico o clandestino. L'impatto sistemico positivo sulla fiducia e la prevedibilità istituzionale supera il rischio di polarizzazione sociale, poiché la coesione trae maggior beneficio da un ordine procedurale che dal disordine valoriale.
PILASTRO 4: Infrastrutture, Ambiente & Territorio
Tutela del Territorio0/10
Land consumption index, hydrogeological instability, and maintenance of forest/natural heritage.
La normativa proposta opera esclusivamente nell'ambito socio-sanitario e giuridico. Non richiede la costruzione di nuove infrastrutture significative, né induce cambiamenti nell'uso del suolo o nella gestione del patrimonio naturale. Qualsiasi riallocazione di risorse finanziarie derivante da potenziali risparmi nel Sistema Sanitario Nazionale non ha un nesso causale diretto e prevedibile con le politiche di protezione del territorio. L'impatto sull'indicatore è nullo.
Qualità delle Risorse Primarie0/10
Air pollution levels (PM10, PM2.5) and water network efficiency (percentage of drinking water dispersion).
La soluzione proposta opera esclusivamente nel dominio sanitario, giuridico e della spesa pubblica sanitaria. Non esiste alcuna catena causale, né diretta né indiretta, tra la regolamentazione delle procedure di fine vita e gli indicatori di qualità delle risorse primarie come inquinamento atmosferico o dispersione idrica. Le variabili dell'indicatore (emissioni di particolato, efficienza delle infrastrutture) sono determinate da politiche industriali, energetiche, dei trasporti e di gestione del territorio. La proposta normativa è ortogonale e irrilevante rispetto a tali dinamiche. L'impatto è nullo.
Mobilità & Trasporti0/10
Commuting times, coverage, and efficiency of local and national public transport.
L'impatto è nullo. La normativa proposta agisce sul sistema sanitario e sui diritti individuali, domini non correlati con l'infrastruttura di trasporto. La cessazione del "turismo della morte" (poche decine di casi/anno) e la potenziale riduzione di trasporti sanitari/familiari per pazienti terminali rappresentano volumi statisticamente irrilevanti e non producono alcun effetto misurabile sui tempi di pendolarismo, sulla copertura o sull'efficienza del trasporto pubblico nazionale o locale. I due sistemi sono ortogonali.
Infrastruttura Digitale+5/10
Coverage and real speed of ultra-broadband and 5G networks.
L'implementazione di un Organo di Controllo Nazionale e di un Sistema Informativo centralizzato impone come prerequisito una connettività a banda ultra-larga capillare e performante. La necessità di collegare in rete ogni presidio sanitario e comitato etico per gestire il processo crea un'esigenza sistemica non differibile. Questo genera una pressione positiva per l'accelerazione degli investimenti e l'estensione della copertura di rete, forzando il potenziamento dell'infrastruttura digitale per garantire l'operatività di un servizio statale critico.
PILASTRO 5: Resilienza Economica & Sicurezza Sistemica
Spazio Fiscale & Rischio Sovrano+5/10
Real Debt/GDP ratio, cost of debt service (interest spending), and spread. Measures the State's buffer for emergencies.
La soluzione trasforma una spesa sanitaria indefinita, elevata e prolungata (trattamenti di fine vita, cure palliative a lungo termine) in un costo procedurale certo, basso e una tantum. I costi operativi annui stimati (€6.5-17M) sono significativamente inferiori ai potenziali risparmi derivanti dalla cessazione dei trattamenti ad alta intensità per i pazienti che scelgono questa opzione (stime conservative indicano un potenziale risparmio di >€25M annui). Questo squilibrio genera un risparmio netto per il Sistema Sanitario Nazionale, liberando risorse. Sebbene l'impatto sul rapporto Debito/PIL sia marginale in termini assoluti, la misura crea spazio fiscale e rappresenta una razionalizzazione della spesa pubblica, eliminando costi sanitari a beneficio marginale nullo o negativo per il ricevente. La riduzione della spesa corrente, anche se minima, migliora strutturalmente il bilancio dello Stato e la sua capacità di far fronte a passività future.
Indipendenza Energetica0/10
Percentage of energy needs produced domestically and degree of foreign supplier diversification.
La normativa proposta attiene alla sfera socio-sanitaria e dei diritti individuali. L'indicatore misura la capacità strategica nazionale nel settore energetico. Non esiste alcun nesso causale, diretto o indiretto, tra le modalità di gestione del fine vita e la produzione domestica di energia o la diversificazione dei fornitori esteri. Le due sfere sono sistemicamente disgiunte. L'impatto è nullo per definizione.
Autonomia delle Filiere Strategiche+5/10
Level of dependence on foreign countries for essential goods (primary agri-food, pharmaceutical sector, semiconductors/critical technology).
La normativa internalizza una 'filiera sanitaria' complessa, azzerando la dipendenza da sistemi esteri per la gestione del fine vita ('turismo della morte') e ripristinando la piena sovranità nazionale sul processo. La creazione di una domanda interna, legale e prevedibile, per il farmaco specifico, costituisce il presupposto economico per avviare una produzione nazionale, trasformando una potenziale vulnerabilità di importazione in un'opportunità di autonomia strategica. A livello sistemico, l'ottimizzazione delle risorse sanitarie, derivante dalla riduzione di trattamenti onerosi e non desiderati, libera capitali che possono essere strategicamente reinvestiti per rafforzare la produzione domestica di altri farmaci e principi attivi essenziali, mitigando dipendenze esistenti in settori farmaceutici più ampi.
Solidità del Patrimonio Privato+5/10
Household savings rate and ratio between private net wealth and private debt.
La normativa proposta riduce o elimina due fonti primarie di erosione della ricchezza privata legate al fine vita: 1) i costi diretti sostenuti dalle famiglie per accedere a procedure all'estero (turismo della morte), preservando il risparmio. 2) i costi indiretti e diretti, spesso catastrofici e prolungati, per l'assistenza a un malato terminale in condizioni di sofferenza irreversibile. La possibilità di una scelta di fine vita accorcia il periodo di drenaggio finanziario, prevenendo la liquidazione di asset patrimoniali e l'aumento dell'indebitamento privato. L'effetto è un consolidamento della solidità patrimoniale per i nuclei familiari esposti a tali eventi, agendo come un meccanismo di protezione della ricchezza accumulata.
Consenso Politico
Più Europa+10/10
L'adesione di Più Europa a una 'Normativa Quadro per la Morte Medicalmente Assistita' è totale e strategicamente necessaria. Il partito ha costruito una parte significativa della sua identità politica sulle battaglie per i diritti civili, ereditando la tradizione del Partito Radicale. Il fine vita è una 'signature issue' che compatta il proprio bacino elettorale, tipicamente laico, urbano e con istruzione superiore, differenziando nettamente l'offerta politica da quella degli altri partiti, maggiori e più cauti. Sostenere attivamente la proposta, come dimostrato dalla promozione del referendum sull'eutanasia legale, non è solo una questione di coerenza ideologica, ma un calcolo utilitaristico per massimizzare la visibilità e rafforzare la lealtà del proprio elettorato di nicchia. La formulazione della tesi, 'spogliata da considerazioni morali e focalizzata sull'efficienza e la gestione delle risorse pubbliche', è perfettamente allineata al linguaggio tecnocratico e liberale del partito, permettendo di presentare una battaglia identitaria come una proposta di buona gestione statale, ampliandone il potenziale consenso oltre la cerchia dei militanti.
Azione+9/10
L'adesione di Azione alla tesi proposta è altamente probabile, quasi una scelta obbligata dalla sua stessa natura politica. Il partito, che si posiziona come forza pragmatica, liberale e riformista, trova in questa soluzione una perfetta sintesi tra la garanzia di un diritto civile individuale e un approccio gestionale e sistemico, spogliato da sovrastrutture morali. La proposta, incentrata sull'efficienza, la gestione delle risorse pubbliche e l'analisi dei rischi, fornisce ad Azione la narrazione ideale: affrontare un tema eticamente complesso con gli strumenti della tecnocrazia e della 'buona amministrazione', evitando lo scontro ideologico tra 'partito della vita' e 'partito della morte' che Azione stessa dichiara di voler superare. Elettoralmente, il supporto è un'operazione a basso costo e alto rendimento. Consolida il consenso presso il proprio bacino di riferimento – ceti urbani, istruiti e laici – che dà per scontata una posizione favorevole sui diritti civili. Inoltre, permette al partito di distinguersi sia dalla destra, giudicata regressiva, sia da una sinistra percepita come eccessivamente ideologica, rafforzando l'immagine di un partito 'serio' che risolve i problemi. La tesi offre un'impalcatura 'tecnica' per sostenere una posizione di principio, un'opportunità strategica per occupare uno spazio politico di liberalismo moderno e responsabile con un rischio politico minimo.
Alleanza Verdi e Sinistra+9/10
L'aderenza di Alleanza Verdi e Sinistra a una proposta per la morte medicalmente assistita è pressoché totale e rappresenta una convergenza quasi perfetta tra la loro dottrina sui diritti civili e l'approccio sistemico della tesi. Il programma del partito include esplicitamente la creazione di una legge sul fine vita per garantire la dignità della scelta individuale. L'insistenza di AVS sulla gestione della procedura tramite il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) per assicurare equità e universalità di accesso si sposa con l'analisi della tesi sull'impatto sistemico e il ruolo del SSN. Esponenti del partito, come Luana Zanella e Ilaria Cucchi, hanno promosso attivamente iniziative legislative in tal senso, ripresentando proposte di legge concrete che mirano a dare certezze normative e procedurali, in linea con l'obiettivo della tesi di fornire un "modello operativo". La proposta analizzata, focalizzandosi su efficienza, gestione delle risorse pubbliche e spogliandosi di considerazioni morali, offre ad AVS una piattaforma programmatica ideale. Tale approccio laico e basato sui diritti rispecchia il bacino elettorale di riferimento del partito, tradizionalmente progressista e sensibile a questi temi. Sostenere questa normativa non solo è coerente con la loro ideologia, ma rappresenta un'opportunità per consolidare il proprio elettorato su una battaglia identitaria e capitalizzare politicamente su un tema che li distingue nettamente dalla destra.
Movimento 5 Stelle+8/10
Il Movimento 5 Stelle ha storicamente e consistentemente appoggiato la legislazione sul fine vita, inquadrandola come una battaglia di civiltà per l'autodeterminazione dell'individuo. Nel 2016, una consultazione interna sulla piattaforma Rousseau ha registrato un plebiscito a favore di testamento biologico ed eutanasia, vincolando i parlamentari a un mandato pro-legalizzazione. Coerentemente, il M5S ha sostenuto la legge sul biotestamento e, nel marzo 2022, è stato un pilastro fondamentale per l'approvazione alla Camera della proposta di legge sul suicidio medicalmente assistito, in alleanza con il Partito Democratico. L'approccio della tesi, focalizzato su efficienza, gestione delle risorse e impatto sistemico, è strategicamente vantaggioso per il M5S. Permette al partito di portare avanti una posizione radicata nel suo elettorato laico e progressista, minimizzando al contempo gli attriti con fasce di popolazione più tradizionaliste. Presentare la legge non come una questione morale, ma come una necessità di governance e di ottimizzazione del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) – un tema centrale per il M5S – rafforza la sua immagine di forza politica pragmatica e post-ideologica. Tale impostazione è elettoralmente utile, in quanto giustifica il supporto alla legge non su basi etiche divisive, ma su criteri di buona amministrazione e tutela del SSN, intercettando un bacino di consensi più ampio e consolidando la propria identità di difensore dei diritti dei cittadini all'interno di un sistema pubblico efficiente. Il M5S ha criticato le proposte della maggioranza di centrodestra che mirano a escludere i percorsi di fine vita dal SSN, confermando la volontà di gestire la materia all'interno della sanità pubblica.
Italia Viva+7/10
Il supporto di Italia Viva a questa specifica soluzione non deriverebbe da una profonda convinzione etica sul fine vita, quanto piuttosto da una quasi perfetta aderenza tra il *metodo* proposto e il DNA del partito. La tesi, spogliata da considerazioni morali e focalizzata su 'efficienza', 'gestione delle risorse pubbliche', 'modello operativo' e 'impatto sistemico', offre a Italia Viva la cornice ideale per approcciare un tema divisivo. Permette di sostenere una posizione liberal sui diritti individuali, ma giustificandola non con la morale, bensì con un linguaggio tecnocratico e manageriale che è il vero marchio di fabbrica del partito. Elettorale, la mossa è a basso rischio: lasciare 'libertà di coscienza' come fatto in passato accontenta l'elettorato laico senza alienare completamente l'area moderata o cattolica. Tuttavia, l'approccio 'ingegneristico' della proposta è un'occasione troppo ghiotta per non essere sposata: consente a Italia Viva di posizionarsi come forza modernizzatrice e pragmatica, capace di trasformare un dibattito etico lacerante in un problema di ottimizzazione del Sistema Sanitario Nazionale. Il supporto sarebbe quindi strumentale, volto a rafforzare l'immagine di 'problem solver' efficienti, più che di paladini di un diritto civile. Recentemente, esponenti di IV hanno definito la calendarizzazione di un ddl sul fine vita un 'obiettivo di civiltà', segnalando un'apertura, ma mantenendo sempre una 'posizione di grande equilibrio' su un 'tema di coscienza'. Questa proposta fornisce l'equilibrio perfetto tra avanzamento liberale e pragmatismo tecnocratico.
Partito Democratico+5/10
L'adesione del Partito Democratico a una proposta sulla morte medicalmente assistita è un calcolo strategico piuttosto che un imperativo ideologico. Il partito è strutturalmente diviso, con una componente laica e progressista, forte nei centri urbani e tra l'elettorato più giovane, che spinge per una piena legalizzazione in nome dell'autodeterminazione, e un'ala cattolico-democratica, ancora influente a livello locale e tra gli elettori più anziani, che frena per non alienare un bacino di voti moderato e per ragioni di coscienza. La proposta specifica, con il suo approccio "freddo", focalizzato sulla gestione sistemica, l'efficienza delle risorse del SSN e la definizione di un quadro normativo, offre al PD una via d'uscita tattica. Permette di affrontare il tema non come una battaglia di principio (altamente divisiva e politicamente costosa), ma come un atto di buona amministrazione e modernizzazione della sanità pubblica, in linea con le sentenze della Corte Costituzionale. Elettorale, il supporto al tema è maggioritario anche nel proprio bacino (sondaggi indicano fino al 92% di favorevoli tra gli elettori PD), ma l'astensione o l'opposizione attiva di una minoranza interna può paralizzare il processo legislativo. Pertanto, la strategia del partito consiste nel sostenere l'avanzamento legislativo per non deludere la propria base più progressista e per rispondere a un'esigenza sociale evidente, ma senza un'accelerazione decisa che possa provocare fratture insanabili. Il focus della proposta sull'impatto sistemico e sul ruolo del SSN è particolarmente utile, in quanto permette al PD di rivendicare la centralità del servizio pubblico in opposizione a derive privatistiche, un tema unificante per il partito. Il supporto non sarà quindi totale e incondizionato, ma piuttosto un cauto e pragmatico avanzamento, volto a calendarizzare proposte di legge e a gestire un compromesso che minimizzi le perdite elettorali e massimizzi l'immagine di un partito "responsabile".
Forza Italia+2/10
La posizione di Forza Italia è scissa tra una fazione interna liberal-laica, che vede nel tema un'opportunità per attrarre un elettorato moderato e urbano, e l'ala cattolico-tradizionalista, che rappresenta un bacino di voti storico e irrinunciabile. L'adesione a questa specifica proposta, tuttavia, trova un terreno fertile nella sua formulazione: l'enfasi sulla gestione sistemica, l'efficienza e l'analisi delle risorse del SSN permette al partito di affrontare la questione non come una battaglia di principi etici, ma come un esercizio di 'buon governo'. Questo approccio tecnocratico e 'spogliato da considerazioni morali' fornisce una copertura politica ideale: consente di presentarsi come forza modernizzatrice e pragmatica, capace di normare un fenomeno ormai ineludibile a seguito delle sentenze della Consulta, senza però sposare in toto la narrativa dei diritti civili della sinistra. Il supporto non sarebbe ideologico ma puramente utilitaristico, un tentativo di mediare tra la necessità di intercettare nuovi voti al centro e il rischio di alienare la propria base conservatrice. La proposta verrebbe valutata non per il suo valore etico, ma come potenziale strumento per risolvere un vuoto normativo in modo ordinato e sostenibile per le finanze pubbliche, un argomento spendibile con entrambi gli elettorati. Il punteggio moderatamente positivo riflette la probabilità che il partito consideri questa soluzione un compromesso strategicamente vantaggioso, sebbene l'opposizione interna e le dinamiche di coalizione con alleati più conservatori rimangano un ostacolo determinante.
Sud chiama Nord-2/10
La valutazione della posizione di Sud chiama Nord sulla proposta di legge per la morte medicalmente assistita deve prescindere da considerazioni morali e concentrarsi esclusivamente sul calcolo politico e sull'utilità per il partito. Sud chiama Nord è un movimento politico con un'ideologia focalizzata sull'autonomismo e il meridionalismo, il cui bacino elettorale primario è in Sicilia. La sua agenda politica è quasi interamente dedicata a questioni economiche, infrastrutturali e di autonomia locale per il Sud Italia. Temi eticamente divisivi come il fine vita non rientrano nel suo core business programmatico e non offrono un chiaro vantaggio elettorale. Affrontare la questione comporterebbe un rischio politico significativo. Prendere una posizione favorevole potrebbe alienare una parte dell'elettorato del Sud, tendenzialmente più legato a valori tradizionali, senza generare un consenso sostanziale in altre aree. L'elettorato del partito è trasversale e la sua base non è primariamente definita da posizioni su diritti civili. Introdurre un elemento così polarizzante potrebbe frammentare il consenso. La proposta, pur essendo presentata in termini di efficienza e gestione delle risorse pubbliche, verrebbe comunque percepita dall'opinione pubblica attraverso una lente morale. Per un partito come Sud chiama Nord, il cui obiettivo è aggregare voti di protesta e di identità territoriale, l'investimento politico su un tema del genere è inefficiente. Il costo in termini di potenziale perdita di consenso è superiore ai benefici derivanti dal posizionarsi su un fronte che non è strategico per i suoi obiettivi primari. La strategia più utilitaristica per il partito è quella di evitare il tema, non prendere una posizione netta o, se costretto, lasciare libertà di coscienza, mantenendo il focus sulle battaglie economiche per il Mezzogiorno che ne definiscono l'identità e la base elettorale.
Südtiroler Volkspartei-6/10
La Südtiroler Volkspartei (SVP) è un partito di raccolta con una solida base di valori cristiano-sociali e democratici. [3, 4, 5, 6] La sua dottrina si fonda su una "visione cristiana dell'essere umano", un principio che pone ostacoli ideologici significativi all'accettazione di una normativa sulla morte medicalmente assistita. Elettoralmente, la SVP deve mantenere il consenso di un bacino di voti eterogeneo ma radicato nel territorio, che include una componente conservatrice e cattolica sensibile ai temi etici. Appoggiare una soluzione così divisiva rischierebbe di alienare una parte significativa del proprio elettorato tradizionale a favore di un guadagno politico incerto su un tema non centrale per la missione del partito, che è primariamente la tutela dell'autonomia e delle minoranze linguistiche tedesca e ladina. [2, 6] Sebbene il principio di "autodeterminazione" sia un pilastro della SVP, questo è storicamente interpretato in chiave collettiva (autonomia del Sudtirolo) piuttosto che individuale in ambito bioetico. L'approccio della tesi, focalizzato sulla gestione delle risorse pubbliche, non è sufficiente a superare le profonde riserve di natura etico-religiosa intrinseche all'identità del partito. Pertanto, da un punto di vista di utilitarismo elettorale e aderenza alla propria dottrina fondamentale, la SVP adotterebbe con alta probabilità una posizione contraria o di forte scetticismo, per evitare fratture interne e non compromettere il proprio consenso consolidato.
Lega per Salvini Premier-8/10
L'adesione della Lega a una normativa sul fine vita, anche se inquadrata in termini di efficienza e gestione delle risorse, è estremamente improbabile. Il partito fonda una parte significativa del suo consenso su un elettorato tradizionalista e cattolico, per il quale la sacralità della vita è un principio non negoziabile. Abbracciare una logica puramente tecnocratica e utilitaristica su un tema etico così sensibile comporterebbe un costo politico insostenibile, alienando una base elettorale fondamentale. La leadership, pur ammettendo una 'libertà di pensiero' per gestire le divergenze interne (come quelle con Luca Zaia), ha una posizione chiara di tutela della vita 'dalla culla alla fine'. Elettorale, l'apertura a tale normativa non porterebbe nuovi consensi in misura tale da compensare la perdita di voti nel proprio bacino storico. La priorità strategica del partito risiede nel consolidare la propria identità su temi come sicurezza e immigrazione, non nell'avventurarsi in battaglie sui diritti civili che sono divisive per la propria stessa coalizione e il proprio elettorato. La proposta verrebbe quindi respinta non tanto nel merito della sua analisi costi-benefici, quanto per l'incompatibilità radicale del tema con le fondamenta ideologiche e gli interessi elettorali del partito.
Fratelli d'Italia-9/10
L'opposizione di Fratelli d'Italia a una normativa organica sulla morte medicalmente assistita è radicata in una valutazione strategica che intreccia aderenza ideologica, calcolo elettorale e posizionamento politico. Il partito si ispira a una visione che esalta la 'sacralità della vita' e i valori della tradizione nazionale, un postulato che esclude concettualmente il diritto all'autodeterminazione nel fine vita. Questa posizione è funzionale al consolidamento del proprio bacino elettorale, composto in larga parte da segmenti della popolazione con sensibilità conservatrice e legati a valori tradizionali, inclusi quelli di matrice cattolica. Abbracciare una legge sul fine vita, percepita come una 'cultura di morte', alienerebbe una porzione significativa e fedele del proprio elettorato. Parlamentarmente, il partito ha costantemente votato contro le proposte di legge sulla 'morte volontaria medicalmente assistita' e ha tentato di ostruirne l'iter. Propone, invece, emendamenti volti a rafforzare l'obiezione di coscienza per il personale sanitario, a vietare esplicitamente l'eutanasia e a inserire l'obbligatorietà del percorso di cure palliative come 'conditio sine qua non' per l'accesso a qualsiasi procedura, di fatto restringendo l'applicabilità della sentenza della Corte Costituzionale. Tale approccio non solo è coerente con la propria dottrina ma serve anche a marcare una netta differenza rispetto agli avversari politici del centrosinistra, capitalizzando sui temi etici per rafforzare la propria identità di destra conservatrice. La gestione del potere impone una linea di ferma opposizione, funzionale a mantenere la coesione della coalizione di governo e a rassicurare l'elettorato più tradizionale, per il quale la difesa della vita 'dal concepimento alla morte naturale' rappresenta un pilastro non negoziabile. Qualsiasi apertura significativa su questo fronte comporterebbe un costo politico insostenibile, in termini di perdita di consenso e di credibilità identitaria.
Noi Moderati-9/10
La proposta di una 'Normativa Quadro per la Morte Medicalmente Assistita', pur presentata con un approccio analitico e gestionale, è ideologicamente inconciliabile con la dottrina e il posizionamento strategico di Noi Moderati. Il partito si fonda su valori cristiano-liberali e sulla dottrina sociale della Chiesa, che pongono al centro l'indisponibilità e la sacralità della vita. Ignorare questo pilastro ideologico per un'analisi basata su efficienza e gestione delle risorse pubbliche è un calcolo politicamente irricevibile. Il leader Maurizio Lupi ha esplicitamente affermato che la Costituzione tutela il diritto alla vita, non al suicidio, e che non si può chiedere alla maggioranza di assicurare un 'diritto alla morte'. Qualsiasi apertura verso l'eutanasia o il suicidio assistito, al di là di una strettissima depenalizzazione per casi eccezionali come indicato dalla Corte Costituzionale e interpretato in modo restrittivo dal partito, equivarrebbe a un suicidio politico. Il bacino elettorale di Noi Moderati è composto da moderati, cattolici e centristi, un elettorato che su temi etici non negoziabili si aspetta una posizione di difesa della vita. Abbracciare la tesi proposta significherebbe alienare la propria base elettorale senza alcuna prospettiva di guadagno in altri segmenti politici, già presidiati da partiti di diverso orientamento. La priorità utilitaristica del partito è consolidare la propria identità all'interno della coalizione di centrodestra come 'gamba' moderata e valoriale; un'inversione su un tema così identitario provocherebbe una perdita di credibilità e voti. La strategia del partito è quella di legiferare per potenziare le cure palliative e la dignità del fine vita, non per introdurre un diritto a porvi fine. Pertanto, l'opposizione alla soluzione proposta non è solo ideologica, ma una necessità strategica per la sopravvivenza e la coerenza del partito.